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La corona è la parte superiore di un diamante tagliato, situata sopra la cintura e sotto la sfaccettatura della tavola, mentre l’angolo della corona è la misura specifica tra le sue sfaccettature della cornice e il piano della cintura. Questi due concetti sono in pratica indissociabili: la geometria della corona determina il modo in cui la luce bianca in entrata viene catturata, scomposta nei colori dello spettro e reindirizzata verso l’osservatore. Nei brillanti rotondi, i dati di classificazione dell’IGI identificano un intervallo compreso tra 34 e 35 gradi come quello più associato alle massime prestazioni ottiche, con 34,5 gradi ampiamente considerato come il valore ideale. Un angolo di corona troppo ripido riduce la luminosità complessiva, mentre uno troppo piatto riduce il fuoco, ovvero i lampi di colori spettrali visibili all’interno della pietra. L’angolo della corona interagisce inoltre con le dimensioni della tavola per determinare la brillantezza, ed è proprio la sua interazione con l’angolo del padiglione a determinare in ultima analisi la quantità di luce riflessa da una pietra. Nei tagli smeraldo e in altri tagli a gradini, la corona assume la forma di file concentriche a gradini anziché di sfaccettature a stella e a castone, pertanto il rapporto tra gli angoli differisce da quello di un brillante rotondo. Nei diamanti di laboratorio si applicano gli stessi principi di fisica ottica delle pietre estratte, poiché la struttura cristallina è identica. I certificati IGI riportano l’angolo della corona direttamente nel rapporto di classificazione, consentendo agli acquirenti di verificare il valore con precisione anziché affidarsi a stime visive. Quando si confrontano le pietre, è opportuno mettere a confronto l’angolo della corona con il grado di taglio IGI complessivo prima di concentrarsi sul colore o sulla purezza.